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I percorsi: Talos
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Lapide a Gordiano III (Piazza dell'Orologio)

Ipogeo L'epigrafe dedicata all'imperatore Gordiano III, è il documento più importante dell'antichità romana di Ruvo di Puglia. Essa faceva parte di un monumento marmoreo eretto in onore dell'imperatore, nel tardo impero. Sorgeva, probabilmente, al centro del Foro romano, indicato dove oggi vi è il Larghetto Annunziata, nelle vicinanze della Cattedrale. La lapide fu ritrovata nell'aprile del 1793 in uno scavo profondo di proprietà di don Giacomo Ursi, il quale, accorgendosi dell'importanza della scoperta fatta, sottopose il documento lapideo all'attenzione di alcuni studiosi locali, esperti di antichità, come il Signor Michele Boccumini. Constatata l'importanza dell'epigrafe, si decise di murarla nel basamento della Torre del pubblico orologio in Piazza Menotti Garibaldi. Il Boccumini, essendo molto predisposto allo stile lapidario, ne spiegò il significato in un'altra iscrizione lapidea che fu murata al di sotto dell'epigrafe romana. Quindi attualmente alla base della Torre del Pubblico orologio vi sono due lapidi, quella superiore è di età romana e quella inferiore è del 1793, realizzata dal Boccumini, il quale fece scolpire sulla sua lapide una moneta urbica che presenta, sul diritto, la testa di Atena (dea greca della guerra) e al rovescio una civetta (simbolo di Atena).

Ipogeo Cattedrale (resti di età romana)

  Ipogeo Gli scavi dell'architetto Civita hanno portato alla luce testimonianze non solo di età peuceta, ma anche di età romana. Percorrendo le passerelle all’interno del vano ipogeico, si può osservare a destra una cisterna circolare di età romana. Nella parte settentrionale della cripta è visibile una piccola traccia di un pavimento a mosaico appartenuto ad una domus. Inoltre, si possono osservare altri resti della struttura romana: Ipogeo un rocco di colonna situato nei pressi dell’ingresso settentrionale della cripta e i resti di un altro pavimento a mosaico, presenti nell’area centrale del vano ipogeico, per alcuni databile al V sec. d.C. (nella foto). Nei pressi del pavimento musivo, ma ad una quota più bassa, si possono osservare resti di due cisterne, anch’esse facenti parte della domus.

Foro Romano (Largo Annunziata)

  Preziosa testimonianza di età romana è il sito attualmente denominato Largo Annunziata, un tempo fulcro dell'antica città e probabile Foro; qui fu ritrovata la lapide dedicata all'Imperatore Gordiano III, oggi incassata nella base della Torre dell'Orologio. La lapide fu ritrovata nell'aprile del 1793 in uno scavo profondo di proprietà di don Giacomo Ursi, il quale, accorgendosi dell'importanza della scoperta fatta, sottopose il documento lapideo all'attenzione di alcuni studiosi locali, esperti di antichità, come il Signor Michele Boccumini. Constatata l'importanza dell'epigrafe, si decise di murarla nel basamento della Torre del pubblico orologio in Piazza Menotti Garibaldi. Il Boccumini, esperto dello stile lapidario, ne spiegò il significato in un'altra iscrizione lapidea che fu murata al di sotto dell'epigrafe romana. Quindi attualmente alla base della Torre del Pubblico orologio vi sono due lapidi, quella superiore è di età romana e quella inferiore del 1793, realizzata dal Boccumini, il quale fece scolpire sulla sua lapide una moneta urbica che presenta, sul diritto, la testa di Atena (dea greca della guerra) e al rovescio una civetta (simbolo di Atena).

Grotta di San Cleto

Grotta di San Cleto Nei sotterranei della chiesa del Purgatorio è situato un piccolo ambiente rettangolare di età romana, datato II secolo d.C. Quest’ambiente faceva parte di un ampio complesso termale situato nelle vicinanze. Ora, all’interno della grotta è presente la statua di San Cleto, vescovo di Ruvo e guida spirituale per i fedeli cristiani ruvesi.

 

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